Non mi fa impazzire, il panettone
Contunuiamo a scrivere banalità, come su ogni blog che si rispetti.
Ogni anno, quando finiscono le ferie d'agosto, ci si stupisce sempre di come siano passate in fretta; poichè ho dalla mia un certo gusto per l'esagerazione e il paradosso, quando sento dire : "Oh, son già passate anche le ferie..." intervengo immancabilmente: "Eh, tra poco siamo a Natale!" e ottengo qualche sguardo di compatimento, vuoi perché non fa ridere, vuoi perché l'interlocutore non capisce come mai si debbano dire simili sciocchezze.
Poi però, quando in autunno comincio a vedere panettoni e pandori in offerta nei centri commerciali, mi convinco che la mia constatazione di prima non è del tutto priva di fondamento. Anche se alla messa ci vado poco e a volte bestemmio pure, l'avvicinarsi del 25 dicembre mi mette di buonumore: vedrò persone alle quali sono affezionata, avrò qualche giornata intera da riempire come voglio, so che piano piano, tutti i giorni, il sole rosicchierà qualche secondo in più all'autunno.
Anche quegli industriali, insipidi e stopposi dolci di Natale, in questo senso, caratterizzano per me questo periodo dell'anno. Vederli a decine e decine, a ottobre, sugli scaffali, mi dà una sensazione strana e un po' spiacevole.
E' come se qualcuno avesse preso una cosa mia senza permesso.
C'è tutto a disposizione, sempre, basta comprarlo. Molto noioso, molto molto banale.
Non ce l'ho col panettone e col pandoro, ce l'ho con chi li mette sugli scaffali ora, e a febbraio comincia a sciorinare le uova di Pasqua. Ecco, a Pasqua vale lo stesso discorso... mi sono anche avvantaggiata, olè!
Ogni anno, quando finiscono le ferie d'agosto, ci si stupisce sempre di come siano passate in fretta; poichè ho dalla mia un certo gusto per l'esagerazione e il paradosso, quando sento dire : "Oh, son già passate anche le ferie..." intervengo immancabilmente: "Eh, tra poco siamo a Natale!" e ottengo qualche sguardo di compatimento, vuoi perché non fa ridere, vuoi perché l'interlocutore non capisce come mai si debbano dire simili sciocchezze.
Poi però, quando in autunno comincio a vedere panettoni e pandori in offerta nei centri commerciali, mi convinco che la mia constatazione di prima non è del tutto priva di fondamento. Anche se alla messa ci vado poco e a volte bestemmio pure, l'avvicinarsi del 25 dicembre mi mette di buonumore: vedrò persone alle quali sono affezionata, avrò qualche giornata intera da riempire come voglio, so che piano piano, tutti i giorni, il sole rosicchierà qualche secondo in più all'autunno.
Anche quegli industriali, insipidi e stopposi dolci di Natale, in questo senso, caratterizzano per me questo periodo dell'anno. Vederli a decine e decine, a ottobre, sugli scaffali, mi dà una sensazione strana e un po' spiacevole.
E' come se qualcuno avesse preso una cosa mia senza permesso.
C'è tutto a disposizione, sempre, basta comprarlo. Molto noioso, molto molto banale.
Non ce l'ho col panettone e col pandoro, ce l'ho con chi li mette sugli scaffali ora, e a febbraio comincia a sciorinare le uova di Pasqua. Ecco, a Pasqua vale lo stesso discorso... mi sono anche avvantaggiata, olè!

