Qatsivari

30.10.06

Non mi fa impazzire, il panettone

Contunuiamo a scrivere banalità, come su ogni blog che si rispetti.
Ogni anno, quando finiscono le ferie d'agosto, ci si stupisce sempre di come siano passate in fretta; poichè ho dalla mia un certo gusto per l'esagerazione e il paradosso, quando sento dire : "Oh, son già passate anche le ferie..." intervengo immancabilmente: "Eh, tra poco siamo a Natale!" e ottengo qualche sguardo di compatimento, vuoi perché non fa ridere, vuoi perché l'interlocutore non capisce come mai si debbano dire simili sciocchezze.
Poi però, quando in autunno comincio a vedere panettoni e pandori in offerta nei centri commerciali, mi convinco che la mia constatazione di prima non è del tutto priva di fondamento. Anche se alla messa ci vado poco e a volte bestemmio pure, l'avvicinarsi del 25 dicembre mi mette di buonumore: vedrò persone alle quali sono affezionata, avrò qualche giornata intera da riempire come voglio, so che piano piano, tutti i giorni, il sole rosicchierà qualche secondo in più all'autunno.
Anche quegli industriali, insipidi e stopposi dolci di Natale, in questo senso, caratterizzano per me questo periodo dell'anno. Vederli a decine e decine, a ottobre, sugli scaffali, mi dà una sensazione strana e un po' spiacevole.
E' come se qualcuno avesse preso una cosa mia senza permesso.
C'è tutto a disposizione, sempre, basta comprarlo. Molto noioso, molto molto banale.
Non ce l'ho col panettone e col pandoro, ce l'ho con chi li mette sugli scaffali ora, e a febbraio comincia a sciorinare le uova di Pasqua. Ecco, a Pasqua vale lo stesso discorso... mi sono anche avvantaggiata, olè!

16.10.06

Voglio il posto fisso!!!

"Cerco lavoro come carton gesso". Più fisso di così...
Letto su uno di quei giornali gratuiti distribuiti nelle stazioni dei treni.
A sapere dove l'hanno murato, sarebbe interessante andarci a dare un'occhiata, sentire se è soddisfatto della paga e dell'orario... Non è colpa sua, è uno dei tanti che, una volta usciti da scuola, non sono ancora capaci di comunicare decentemente in italiano.
Qualcuno non impara nemmeno dopo l'università; non è solo una carenza del sistema: degno di nota è il fatto che alcuni di questi individui usano comunque almeno una parte del loro cervellino insipiente e riescono a farsi eleggere in Parlamento, beati (beoti?) di essere riusciti ad accaparrarsi una seggiola nonostante la loro ignoranza.
Et voilà, il posto fisso.
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